• Ragade


    • CONSIGLI PRATICI PER LA RAGADE ANALE

      La ragade anale è una ulcerazione nella parte bassa del canale anale, in genere posteriore, che si associa spesso a stipsi e ipertono o spasmo dello sfintere interno e si manifesta specialmente in condizioni di stress psico-fisico. Il trauma delle feci dure produce la lesione e lo spasmo dello sfintere interno ne non ne permette la guarigione. Si può associare al Morbo di Crohn o alla leucemia. Occorre differenziarla dal cancro anale.

      Come si manifesta?
      I classici disturbi del paziente con ragade anale sono la perdita di sangue rosso vivo e l’intenso dolore anale, specie dopo la defecazione, con durata variabile.

      Può guarire senza intervento?
      Se è superficiale, acuta, con storia clinica di breve durata è suscettibile di terapia medico-dietetica con trattamenti locali (pomate a base di sostanze cicatrizzanti e antispastiche) e dieta ricca di fibre (frutta e verdura, pane integrale, lassativi “naturali” idrofili che aumentano la massa fecale).
      Occorre evitare o ridurre alcool, caffè, spezie, vini rossi. Se vi è, come spesso accade, ipertono dello sfintere interno, sono indicate le dilatazioni anali a domicilio con particolari dispositivi. Sette pazienti su dieci guariscono con queste cure entro un mese.

      Quando si deve operare?
      Se la terapia medica conservativa fallisce o se la ragade è dura, callosa, cronica, occorre operare. L’intervento più usato è la sfinterotomia interna, ovvero una piccola incisione dello sfintere interno, allo scopo di guarire l’ipertono e consentire la cicatrizzazione della ragade. Quest’intervento può essere eseguito ambulatoriamente o in “Day surgery”, con anestesia locale o sacrale. La ragade va escissa quando è molto dura, callosa, rilevata o se vi è il sospetto di cancro ed è necessario un esame istologico. Inopportune, benché ancora da taluni proposte, sono la crio- o la laser-terapia o la semplice diatermocoagulazione della ragade. E’ raro che vi sia incontinenza o recidiva dopo la sfinterotomia se effettuata da un chirurgo esperto.

      Come comportarsi dopo l’intervento?
      Dopo l’intervento di sfinterotomia e/o escissione della ragade residua una piccola ferita che guarisce per seconda intenzione. Tale guarigione avviene nell’arco di 3-6 settimane. All’inizio si può avere, per alcuni giorni, una secrezione siero-ematica o siero-mucosa che scompare rapidamente con l’osservanza di alcune norme igieniche, prescritte dal chirurgo. E’ importante lavarsi mattino e sera e dopo ogni defecazione con le apposite soluzioni detergenti e disinfettanti, applicare la pomata prescritta e cambiare spesso i tamponi.
      L’eventuale dolore presente nei primi giorni si può attenuare con analgesici e semicupi tiepidi. Di fondamentale importanza è seguire scrupolosamente le prescrizioni del Chirurgo e sottoporsi regolarmente alle visite di controllo per evitare complicazioni e per una perfetta guarigione.


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